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DA ASSAFRICA, OTTATI, ”TUNISIA: Servono reti crossborder con Libia e Algeria”

La Tunisia al centro di un’ottica allargata a Libia e Tunisia e reti crossborder come leva di sviluppo per il business delle imprese italiane sono stati al centro all’intervento di Giovanni Ottati, Presidente di Confindustria Assafrica & Mediterraneo al Convegno “Tunisia, faro del Mediterraneo: Cooperazione Economica e Turismo, dalla Storia dall’antichità alla transizione democratica”organizzato dal Consolato Onorario di Tunisia a Firenze lo scorso 14 maggio 2018, cui hanno partecipato tra gli altri l’Ambasciatore della Tunisia in Italia Moez Sinaoui e il Ministro del Turismo Selma Elloumi, che ha sottolineato la a necessità di tutelare, sotto il profilo della sicurezza, il patrimonio storico e culturale, in pericolo in molti Paesi del Mediterraneo e del Medio Oriente.

Ma è sull’economia che nel Paese sudmediterraneo si gioca una partita strategica per l’industria italiana: “Prospettive e potenzialità della Tunisia devono essere viste in un’ottica più ampia, che coinvolge necessariamente Libia e Algeria, paesi per i quali rappresenta un catalizzatore per il business delle imprese italiane, ed ancora di più per tutta la regione del Sahel. L’Italia è il secondo partner commerciale di Tunisi, con un interscambio bilaterale che nel 2017 è stato attorno ai 5,6 miliardi di euro.
Se oggi due terzi delle esportazioni tunisine riguardano il settore tessile -con una presenza decisiva delle aziende italiane- in realtà le potenzialità sono davvero tante, negli ambiti più diversi. Dall’ Algeria ad esempio importiamo 4.7 mld di prodotti delle miniere e cave e derivati del petrolio, in aggiunta agli 8 mld di petrolio e derivati dalla Libia. Algeria e Libia, sommati insieme, rappresentano un mercato d’importazione dei prodotti di cave e miniere e derivati del petrolio superiore alla Russia ed ai paesi del Golfo” ha continuato Ottati. “Se questo è vero, le potenzialità più importanti sono nelle reti crossborder ed in una visione integrata ed allargata del mercato tunisino con Libia ed Algeria.In questa ottica, diventa strategica, indifferibile e fondamentale la realizzazione del cavo sottomarino per il trasporto di energia di Terna ed a cascata gli investimenti di Enel ed Eni nelle energie rinnovabili, nonché, le reti cross border con la Libia e l’Algeria per lo sfruttamento delle risorse energetiche di questi paesi, anche in un ottica di produzione di energia elettrica che potrebbe essere incanalata in Tunisia e trasferita sul cavo. Tali investimenti dovrebbero essere accompagnati da una presenza diretta del settore bancario e finanziario italiano, oggi inesistente, di quello dell’ICT, e di quello logistico e dei trasporti” ha concluso il Presidente di Assafrica.